TORRI RESIDENZIALI ITALIANE

La "turris" dall’alto Medioevo  fino a tutto il Duecento rappresentava la residenza  principale dei signori di basso  rango.

Per brevità potremmo definirla con termine usato nei paesi  di lingua germanica: "wohnturm"

Considerata la maggiore  permanenza di esempi romani  ed il numero e le dimensioni di  cattedrali romaniche, sembra  strano che in Italia non  restino fortilizi in muratura  ufficialmente edificati attorno  all'anno mille, per cui si  presentano tre possibilità: a) nel nostro paese l’architettura militare in muratura tardò ad imporsi rispetto alla sfera franco germanica; b) nessun castello del periodo in esame è sopravvissuto alle distruzioni ed agli ammodernamenti c) i castelli in muratura dei secoli X, XI e XII, soprattutto nell’Italia centro settentrionale, non sono stati finora riconosciuti come tali, salvo rare eccezioni. (Questa è l'ipotesi più probabile)


Il tipo più diffuso è quello a pianta quadrata o pressoché pianta  quadrata, con lati da otto a dieci metri.

Pietrarubbia (PU)
Le opere difensive occupavano anche le due creste adiacenti.
Bascio (PU)

Il suo recinto era in terra e legno.


Due castelli torre che hanno conservato il modesto recinto in muratura che contraddistingue questo tipo di fortificazione: Petrella Guidi (PU) e la "Torre Vanga" di Trento.
Torre Vanga a Trento Petrella Guidi (PU)

La torre di Maciano (PU), pur nella sua esiguità dimensionale, ospita  tutte le funzioni residenziali e difensive di ogni altra wohnturm.
In Italia, in verità, si trovano dei donjons romanici dimensionalmente e cronologicamente analoghi agli esemplari franco inglesi, ma essendo dovuti a signori normanni di recente trasferiti in Sicilia, si possono considerare piuttosto castelli stranieri in terra italiana.

Paternò (CT)


Friesach, Austria.

Anche in area germanica le grandi torri residenziali sono piuttosto rare, a nostra notizia.