BALISTICA DELLA DIFESA
I DISEGNI AL TRATTO SONO OPERA DI SILVIO GERMANO


 

DIFESA PIOMBANTE

 

 Dall'alto di un muro ogni oggetto lasciato cadere acquista una velocità sufficiente ad offendere, anche un letto diventa così un'arma. 

 

 

"Su lor gettano i turchi dell'acqua bollentissima: / ci son dieci ustionati ed il re n'è dolente"
da: La canzone di Antiochia, in Gioia Zaganelli, Crociate, p.479.

""Pioverà fuoco greco su quelli che son fuori / e la pece bollente ne arrostirà un gran numero"
Ibidem, p.533.

"Sulle mura han portato un trave di cantina / e l'hanno issato in fretta, ognun con una leva, / poi l'han buttato giù per far strage dei nostri"
Ibidem. p.539.

"Il fuoco greco, usato estensivamente nelle Crociate [...] era il più efficace metodo d'uso per la difesa piombante. Chiamato anche naphta, era composto da una miscela di petrolio ed olio, alla quale si aggiungeva pece per prolungarne la combustione e zolfo per favorire l'adesione al bersaglio. Poteva anche contenere calce viva per causarne l'accensione a contatto con l'acqua. Era un'arma micidiale, molto temuta e difficile da spegnere. I soli mezzi che si riteneva potessero estinguerlo erano sabbia, aceto e urina."
Quentin Hughes, Medieval Firepower, in «FORTRESS», 8 (1991), p.34.

"I difensori [di Romorantin, assediati dal Principe Nero,] lanciavano vasi di calce viva che infliggevano ferite assai spiacevoli"
Bradbury, Medieval sieges, p.159.

All'assedio di Montalcino del 1553 gli assedianti si annidarono sotto il baluardo di San Martino "dove non li possiamo offendere se non con acqua bollita e calcina: quale gettiamo continuamente, e li diamo grandissimo fastidio".
"Giornale dell'assedio di Montalcino fatto dagli Spagnuoli nel 1553 di autore anonimo", Archivio Storico Italiano 8 (1850), pp. 376-377.

 


  TIRO FICCANTE e TIRO RADENTE

 

 - dall'alto delle mura  si effettua il tiro ficcante: una freccia che manca il bersaglio ha poche probabilità di colpire un altro bersaglio, a meno che gli assalitori non siano veramente pigiati l'uno contro l'altro.


 - il tiro effettuato dal basso, con traiettoria parallela al terreno, costituisce il tiro radente: oltre al bersaglio mirato si hanno buone probabilità di colpire un altro nemico posto sulla traiettoria efficace del proiettile. Questo però comporta la necessità di feritoie a bassa quota che indeboliscono la muratura.

 

TIRO FIANCHEGGIANTE

 

Le torri sporgenti permettevano di colpire gli assalitori su tre lati, vanificando la protezione offerta dallo scudo, costringendo così l'assediante a concentrare i suoi attacchi sulle torri, più robuste, all'inizio più alte e sempre meglio difese.

 Il tiro fiancheggiante era reso possibile anche da altre soluzioni fortificatorie: tracciati a salienti alternati e porte scee.
 

La distanza fra le torri è dettata dalla gittata delle armi difensive previste ed è stato proposto il nome tecnico di "metapirgio".


VULNERABILITA' DEGLI SPIGOLI

 

Negli spigoli delle fortificazioni, la natura stessa della disposizione geometrica pone in svantaggio il tiro difensivo.

Anche per questo gli spigoli furono ben presto rafforzati da torri, magari dapprima a filo.